Balbuzie

E' anche definita come "un'anomalìa del normale fluire e della cadenza dell'eloquio

La balbuzie, o tartagliamento, e' un disturbo del linguaggio di carattere multifattoriale che l'Organizzazione Mondiale della Sanita' classifica come "un disturbo specifico dello sviluppo,un disordine del ritmo della parola nel quale il paziente sa' con precisione cosa vorrebbe dire ma nello stesso tempo non riesce a dire"(1977).
Si definisce anche "disfluenza verbale"che si manifesta con ripetizioni e prolungamenti di fonemi e sillabe e pause visibili o udibili che causano disagio psicologico.
Sono interessati i muscoli fonatori,respiratori ed articolatori con movimenti irregolari ed involontari.

E' anche definita come "un'anomalìa del normale fluire e della cadenza dell'eloquio caratterizzata dalle seguenti manifestazioni:

  • ripetizioni di suoni o sillabe;
  • prolungamenti di suoni;
  • interruzioni di parole;
  • blocchi udibili o silenti;
  • circonlocuzioni(sostituzione di parole);
  • parole emesse con eccessiva tensione fisica.

IPOTESI CAUSALI

Numerosi studi non sono riusciti a dare una risposta univoca.
Dunque si tratta di un disturbo ereditario o acquisito? Organico o funzionale?
Esiste una componente psicologica?
La foniatra francese Suzanne Borrel afferma che nel balbuziente c'è sempre una componente psicologica caratterizzata da fragilità emotiva nella relazione sociale (teoria psicologica).
Infatti come afferma il neuropsichiatra infantile J. De Ajurriaguerra pochi balbettano quando parlano da soli,si rivolgono ad animali,recitano,cantano,mentre il disturbo aumenta di fronte a persone importanti.

Per quanto riguarda l'ereditarietà un recente studio dell'Università di Amburgo e Gottingen ha dimostrato che è presente un difetto di attivazione delle aree del linguaggio situate nell'emisfero cerebrale sinistro.
Nel balbuziente c'è un coinvolgimento anche dell'emisfero destro che va a sopperire la carenza funzionale dell'altro.

Le attuali linee della neuropsicologia descrivono un modello gerarchico delle aree cerebrali che distingue un emisfero sinistro dominante ed un emisfero destro minore nella funzione linguistica.
A seconda del compito da affrontare si ipotizza una temporanea dominanza dell'emisfero competente.
La specializzazione funzionale vede l'emisfero sinistro con attitudini nella elaborazione del linguaggio,mentre il destro manifesta specifiche competenze nell'elaborazione dei dati, nell'attività onirica e nella percezione delle emozioni.

L'emisfero destro elabora informazioni sintetizzandole secondo una modalità globalista-simultanea ed il linguaggio che ne deriva domina l'immaginazione,la fantasia,la creatività e l'intuizione.
L'emisfero sinistro,quello della parola articolata lavora invece con un approccio analitico.

Nella prospettiva moderna della specializzazione interemisferica,l'emisfero sinistro è competente nella comprensione e produzione del linguaggio.
Secondo la teoria di Broca dimostrata con indagini strumentali,l'area del lobo frontale di sinistra è la sede del linguaggio articolato (area di Broca).

I neurofisiologi tra cui il premio nobel R. Sperry hanno individuato ulteriori differenziazioni specifiche.
Oltre all'area di Broca,l'altra area situata nel lobo temporale e sviluppata anch'essa nell'emisfero sinistro,assume compiti di tipo associativo che facilitano la comprensione del linguaggio parlato (area di Wernicke).
In conclusione viene confermato il ruolo determinante dell'emisfero cerebrale sinistro con le aree precedentemente descritte e le specificità neuronali come protagoniste della produzione del linguaggio parlato.
Quindi la teoria organicistica della dominanza emisferica rientra nella insufficienza funzionale dell'area sinistra e nella dominanza dell'area destra.

Altre teorie organicistiche sono:

  • delle alterazioni motorie;
  • della predominanza dell'ortosimpatico;
  • di Karlin(ritardata mielinizzazione del s.n.c);

Le teorie psicogenetiche evidenziano cause ambientali,emotive,traumatiche che determinano l'insorgenza del disturbo e lo espongono a continue frustrazioni.
In particolare citiamo la teoria del conflitto appreso,la teoria psicoanalitica e delle difficoltà psico-sociologiche(Froeschels-Hoepfner).

Sigmund Freud scrive"Quando l'inconscio richiama al conscio le gratificazioni dell'infanzia il soggetto,libero da gravami interiori,si esprime a livelli prossimi alla normalità.L'opposto accade quando il conscio riceve dall'inconscio memorie infantili frustranti, capaci di sconvolgerne il livello d'equilibrio intimo.La parola,piuttosto che divenire veicolo del suo turbamento si blocca e il pensiero resta in bilico tra mente e psiche.
Poiché questi mutamenti dell'animo umano sono frequenti,mutevole è la frequenza dell'alternativa:oscillazione tra la parola piena ed il blocco fonoemotivo".

La teoria foniatrica specifica può essere:

  • del feed-back udito/parola;
  • della difficoltà articolatoria(di Gutzman e Kussmaul);
  • dei disturbi respiratori.

Questa teoria è riconducibile a problemi strutturali dell'apparato pneumo-fono-articolatorio.

La teoria linguistica sostenuta dalla filosofia del linguaggio valuta invece le incertezze
terminologiche,grammaticali e sintattiche che costringono il soggetto alla sostituzione di parole difficili con altre più semplici(insufficienza linguistica di Tarneaud-Pichon).

Secondo Gerald Maguire, professore dell'Università della California a causare la balbuzie potrebbe essere uno squilibrio chimico nelle zone cerebrali,in riferimento ad un neurotrasmettitore cerebrale.

In definitiva le ipotesi sono molteplici ma tutte comunque riconducibili a quanto esposto.

PREDISPOSIZIONE SESSUALE

La maggior incidenza dei casi di balbuzie riguarda il sesso maschile con un rapporto di 3 a 1 rispetto al sesso femminile.
Infatti uno studio del Dr. Peter Fox avvalora la tesi della base genetica affermando che il disturbo è legato al cromosoma X anche se il meccanismo della trasmissione è ancora sconosciuto.

MANIFESTAZIONI

Nella balbuzie ci sono molteplici variabili che concorrono a manifestare il quadro clinico.
Il coinvolgimento della sfera comportamentale è determinante.
Secondo l'approccio cognitivo comportamentale essa è una risposta appresa in una situazione di ansia così da innescare sovente meccanismi di evitamento continuo.
Si genera quindi una vera e propria fobia di parlare e per quanto si desideri adottare un rigido controllo che spinge le parole a venir fuori dalla bocca, non si riesce e si manifestano tics nervosi con forte tensione emotiva ed ansia ingravescente .
Il ripetersi dell'evento rafforza il feed-back negativo per cui il soggetto si sente come intrappolato in un controllo che gli sfugge costantemente.

I modelli comunicativi anomali portano il balbuziente ad evitare lo sguardo dell'interlocutore,a ricorrere sovente alla sostituzione del vocabolo durante l'eloquio,all'utilizzo degli intercalari:cioe',dunque,infatti;ad acquisire una respirazione anomala,ad alterare il tono della voce ed il ritmo della parola.
Alcuni studiosi descrivono 4 fasi nell'episodio di balbuzie:

  • fase di pre-balbuzie in cui il soggetto anticipa l'evento temuto dal punto di vista cognitivo;
  • fase di balbuzie in cui si realizza l'episodio di balbuzie;
  • fase di risoluzione in cui il soggetto dopo aver parlato va incontro ad un calo di tensione;
  • fase di post-balbuzie caratterizzata da frustrazione e senso di vergogna.

Questa condizione,porta un basso livello di autostima in relazione alla frustrazione che si vive quotidianamente nelle relazioni sociali.

TIPI DI BALBUZIE

Parliamo di balbuzie primaria o pseudobalbuzie quando la stessa si manifesta in maniera apparente e transitoria, tipica dell'eta' prescolare fra i 3 e 6 anni ed è quasi sempre episodica.
Non si accompagna a fenomeni emotivi e generalmente scompare spontaneamente.
Essa e' costituita da fisiologiche disfluenze, ripetizioni sillabiche iniziali, intermittenti esitazioni la cui soluzione e' spontanea nel 65% dei casi ed e' causata da immaturita' organico-sintattica e semantica.
La balbuzie secondaria o vera balbuzie invece,si instaura in eta' scolare,a volte è una complicanza della pseudo-balbuzie e va incontro a cronicizzazione.
E' caratterizzata da molteplici manifestazioni sintomatologiche: blocchi, ripetizioni, esitazioni e prolungamenti dovuti a spasmi tonici o tonico-clonici dei gruppi muscolari deputati alla respirazione ed alla fonazione.
Possono essere presenti inoltre,sincinesie,tic e movimenti muscolari involontari del viso e del collo.

La consapevolezza della balbuzie coinvolge la sfera emotiva del soggetto complicando le manifestazioni: ansia, frustrazione, stress, fobie, senso di inferiorità e reazioni vasomotorie quali tachicardia,dispnea e sudorazione.

Una sintetica classificazione delle varie forme di balbuzie infantile non è facile.
In relazione al blocco, essa puo' essere classificata in:

  • balbuzie tonica nella quale si ha difficolta' all'inizio della parola(fonema iniziale) con prolungamenti del suono;
  • balbuzie clonica caratterizzata da ripetizioni del fonema iniziale oppure dell'intera parola;
  • balbuzie mista nella quale sono presenti sia la forma tonica che quella clonica con prolungamenti e ripetizioni;
  • balbuzie palilalica nella quale il soggetto ripete spasmodicamente una sillaba non attinente alla frase che si vuole pronunciare;

In relazione alla localizzazione anatomica del blocco e degli spazi muscolari, gli studiosi Zemeri,Conti e Villa hanno individuato altre forme:

  • balbuzie labio-coreica con movimenti involontari della lingua e delle labbra (danza delle labbra) e conseguente difficoltà nella pronuncia delle labiali P e B,delle labio-dentali F e V e delle dentali T e D;
  • balbuzie gutturo-tetanica causata da rigidità dei muscoli faringei e laringei (spasmi),che rendono impossibile la pronuncia delle consonanti gutturali.

Agli inizi del secolo scorso erano considerate altre due forme:

  • balbuzie respiratoria legata ad atti respiratori brevissimi per cui l'aria espirata era insufficiente e determinava interruzioni dell'eloquio,per "disordine pneumo-fonico";
  • balbuzie bulbare causata da anomalie funzionali della regione cerebrale che controlla i movimenti della faringe.

Si stima che l'1% della popolazione adulta ed il 4% dell'età infantile e' affetta da balbuzie.
Di questi l'80% e' rappresentato dai maschi.
Secondo il Prof. Croatto, docente di foniatria all'Universita' di Padova,il 60% inizia a balbettare tra i 3-6 anni, a volte puo' comparire a 12-14 anni ma spesso i primi segni si sono avuti nell'infanzia. La balbuzie inoltre e' presente in tutta la popolazione del mondo, come ha dimostrato uno studio del Prof. Van Riper,dell'Universita' di Kalamazoo nel Michigan e Miroslav Seeman,dell'Universita' di Praga.

La balbuzie era presente nelle popolazioni primitive e successivamente anche nella Bibbia perché ne soffriva Mosè:
"Io sono incirconciso nelle labbra"(Esodo V e VI).

Plutarco nell'opera "Vite parallele"ci riferisce di Demostene ad Atene e di Cicerone a Roma dove balbettavano anche Cesare e l'imperatore Calvino Balbino.
Nella città di Venezia era famosa la famiglia patrizia dei Balbi (balbuzienti da secoli).

Altri personaggi noti balbuzienti erano: il matematico Tartaglia,il Re Luigi XIII, Aristotele filosofo greco, il poeta Alessandro Manzoni che si definisce come un balbettante in casa e silenzioso in pubblico, Winston Churchill primo ministro inglese, Giorgio VI re d'Inghilterra, Marilyn Monroe attrice ecc...

 

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